Programma primo anno
1° incontro. L’ottica sistemico-relazionale
- Presentazione del gruppo tramite tecniche esperenziali omologhe ai contenuti teorici (si apprende facendo). Domande ipotetiche, domande relazionali, strumenti di base per la conduzione del colloquio professionale.
- La teoria sistemico-relazionale: il mediatore e la comprensione del funzionamento delle relazioni e quella dei i significati condivisi nella cultura e nella storia familiare.
- Le relazioni familiari secondo l’ottica sistemico-relazionale: il concetto di famiglia, nell’articolazione dei vari sottosistemi familiari (coppia, fratelli, famiglie d’origine), le sue dimensioni principali (modalità di vivere la temporalità rispetto agli eventi e alla quotidianità, qualità dei legami, etica familiare e trasmissione intergenerazionale del senso della vita), il concetto di ciclo di vitale personale e familiare, i principali parametri di valutazione del funzionamento relazionale.
2° Incontro. Comunicazione verbale e non verbale e struttura del Famigliare
- Principali enunciati relativi alla comunicazione verbale e non verbale.
- Dalla pragmatica (le modalità di funzionamento) alla semantica (il modo soggettivo ed intersoggettivo di attribuire significato) della comunicazione.
- Il non verbale: la lettura delle immagini e gli strumenti sistemici: il Genogramma Fotografico, le sue possibilità e i suoi scopi (anche rispetto alla formazione dell’allievo), la formulazione delle domande e la valutazione delle risposte, la restituzione complessiva della comprensione.
- Ulteriori concetti sistemico-relazionali: ipotizzazione, circolarità e reciprocità, individui-diadi-triadi, “triangoli e geometrie familiari”,
- Struttura e relazioni familiari: funzioni, ruoli, confini familiari e tra l’individuo e il suo mondo relazionale.
- Panoramica su nuove forme di famiglia, con un focus particolare sulla famiglia ricostituita.
3° Incontro. Individuo e relazione. Le relazioni interpersonali e le relazioni interiori
- Soggettività, intersoggettività e contesti di appartenenza.
- “Famiglia reale” e “famiglia rappresentata”. Il nesso tra l’approccio intrapsichico (il mondo interiore) e la dimensione interpersonale nella formazione del soggetto,
- La ricerca di equilibrio del soggetto e delle relazioni familiari tra continuità e cambiamento, tra ripetizione, riparazione e trasformazione creativa.
- Le modalità di soluzione apprese e condivise nel contesto familiare per affrontare i passaggi critici del processo evolutivo delle persone e della famiglia.
4° incontro Coppia “coniugale” 1
- La coppia: dalla formazione (attrazione, relazione, legame coniugale/progetto familiare) alle trasformazioni durante le fasi del ciclo vitale, sia della coppia che della famiglia.
- Scelta del partner per affinità (identificazione) o scelta per differenza (proiezione).
- Concetti di incastro di coppia, collusione di coppia, patto fiduciario implicito ed esplicito, quali strumenti concettuali per comprendere la costruzione della coppia ed il suo percorso.
- Differenze e connessioni tra scelta intrapsichica del partner e funzionamento nella relazione interpersonale e tra funzionamento psico-affettivo e funzionamento organizzativo della coppia
- La coppia e le stirpi familiari: i modelli di relazione interiorizzati provenienti dalle famiglie d’origine. Membrana di coppia e confini familiari con le famiglie d’origine.
5° incontro. Coppia “coniugale” 2
- L’unione di coppia tra continuità e discontinuità degli eventi critici del ciclo vitale: dall’intimità di coppia al progetto familiare, dal famigliare al “ritorno ad essere due”.
- Le variabili e gli invarianti nel percorso di una coppia nell’arco dell’arco di vita.
- Crisi, tradimento, perdono, l’esaurirsi del patto iniziale, il possibile rilancio del legame; l’amore può durare?
- La sessualità, tra intimità di parola ed intimità sessuale.
- Invischiamento ed individuazione nelle coppie “long term”.
- La coppia nella forbice tra famiglia e lavoro.
6° Incontro. Genitori e figli 1
- Il nucleo fondante della genitorialità nelle diverse fasi del ciclo vitale: la generatività.
- Il passaggio dalla “diade di coppia” alla “triade familiare”.
- Lo scopo del passaggio generazionale: dalla cura del figlio alla sua soggettivazione.
- Il genitore come individuo: il significato di questa esperienza per lo sviluppo della personalità. Lo “spazio” mentale per la coppia e per il figlio durante l’esperienza dell’essere genitori.
- La dinamica “circolare” genitori/figli tra potenza ed impotenza, tra protezione ed esplorazione, tra differenziazione ed individuazione, tra dono e debito.
- Generatività: tra ripetizione e creazione nello svolgimento delle funzioni genitoriali rispetto ai modelli della genitorialità nelle rispettive famiglie d’origine.
7° Incontro. Genitori e figli 2
- La “cura responsabile”. I compiti educativi della famiglia ed i bisogni irrinunciabili dei bambini.
- Stile di parenting rispetto alla cura e alla educazione, protezione-esplorazione- responsabilizzazione
- Codice paterno e codice materno. Aspetti simbolici e immagini reali della funzione materna e paterna.
- Il bambino come soggetto competente nella costruzione della relazione e parte attiva della relazione.
- L’adolescenza: età critica della famiglia.
- Il concetto di evoluzione nella costruzione della personalità ed il ciclo vitale del figlio: prima e seconda infanzia, la pubertà e le trasformazioni nell’adolescenza, l’introduzione alla vita adulta (il giovane adulto tra dipendenza ed indipendenza).
- I fratelli. Il “posto” che ciascun fratello occupa nel funzionamento e nella struttura familiare. Le funzioni ed i mandati familiari: tra aspettative, designazioni quale opportunità e rischio.
- Le possibili ferite e i blocchi evolutivi.
- Bisogni di appartenenza e desideri di autonomia, tra lealtà al famigliare e individuazione personale.
8° Incontro. Il legame tra le generazioni
- Cosa passa tra le generazioni: la visione d’insieme del famigliare come luogo di cura/incuria della relazione e come matrice dell’identità collettiva ed individuale.
- Le interconnessioni in ogni generazione dei temi narrativo-affettivi, la qualità “benefica/malefica” dello scambio tra le generazioni nelle relazioni psicoaffettive.
- Il patrimonio morale e culturale trasmesso dalle generazioni precedenti.
- Concetti di mito e rito familiare. In particolare: le differenze tra il concetto di valore morale (sociale/ familiare/personale) e il costrutto di mito, familiare e personale.
- Eventi, nodi familiari, vincoli e trasgressioni, “materiale” consapevole ed inconsapevole nell’elaborazione personale e/o nel confronto diretto tra appartenenti a generazioni diverse.
9° Incontro. Gli eventi separativi 1
- Gli eventi separativi prevedibili, “paranormativi”, imprevedibili, che nel corso del ciclo vitale hanno dato vita a esperienze separative e alla sperimentazione di modalità personali o condivise di gestire i cambiamenti, con la rinegoziazione delle relazioni interne ed esterne e la revisione delle proprie e altrui aspettative.
- Variabili nell’evoluzione del patto e criticità evolutive della famiglia: dalla separazione del soggetto dalla famiglia d’origine all’elaborazione del lutto per le perdite reali e per la revisione delle proprie aspettative.
- La dimensione del lutto e della sua elaborazione.
- La separazione dei partner e conflitto separativo. Il patto infranto o il patto esaurito.
- La fine della rappresentazione dell’unità di coppia e del “per sempre”. Cosa comporta l’elaborazione della separazione.
- Tradimento e vendetta, tradimento e perdono, tra Giustizia retributiva e Giustizia riparativa. La differenza tra il “lavoro del perdono” e il concetto di “lavoro sul lutto”.
10° incontro. Gli eventi separativi 2
- Il compito evolutivo e l’ostacolo: trattare la fine dell’unione “coniugale” e il rilancio della cooperazione genitoriali.
- Il concetto di “Noi genitoriale”. Il figlio come “Altro da sé” e l’obiettivo di “portarlo in salvo” come prodotto di un “Noi” e come membro di una storia familiare trigenerazionale.
- Separazioni “fisiologiche: conflittualità trattabili vs “dure” separazioni.
- L’evoluzione degli stadi maturativi del figlio e l’impatto della separazione nelle varie fasi della sua crescita.
- Quadri “patologici” della dinamica separativa: il rifiuto del minore di incontrare un genitore, la discordia coniugale come legame disperante, co-dipendenze patologiche, l’inettitudine genitoriale e le conseguenze sui figli (“figli genitoriali, incuria).
I seminari del primo anno saranno comunicati all’inizio del corso e di norma si articolano in tre seminari di orientamento psico-sociale e due di orientamento giuridico (con argomenti relativi alla mediazione)
Programma secondo anno
- Storia, teorie e modelli della Mediazione Familiare
- Metodologia e tecniche di intervento di Mediazione Familiare Sistemica:
- Analisi della domanda
- Conduzione del colloquio relazionale, anche in relazione alla co-conduzione
- Valutazione delle relazioni connesse al conflitto
- Stesura del “menù” quale elemento conclusivo della fase di analisi della domanda
- Schema generale del Problem Solving
- Tecniche di gestione del conflitto e tecniche di negoziazione secondo la trattativa di posizione e secondo il Negoziato dei Principi
- Gestione di eventuali incontri con i figli nelle mediazioni di Separazione e Divorzio e relative tecniche (Lausanne Trialogue Play, disegno congiunto, sculture familiari)
- Fase finale della mediazione, consultazioni con gli avvocati e contratto di mediazione
- Aspetti giuridici della separazione e del divorzio
- Elementi giuridici relativi alla trattazione di aspetti economico-patrimoniali connessi alle Mediazioni Familiari Globali
- Tutela del minore, violenza domestica, convenzione di Istanbul, indicazioni del D.L. 151/2023
- Aspetti etici e deontologici della Mediazione Familiare
I seminari del secondo anno della stessa tipologia e numero terranno conto anche della partecipazione al Congresso AIMS che ha cadenza ogni due anni