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Lo vedo dagli occhi. I bambini e la terapia familiare

Lavorare con i bambini richiede competenza professionale, ma anche grande capacità di stare in relazione con loro, di comprenderne il linguaggio, di conoscere il loro mondo o di avere, comunque, la curiosità di conoscerlo, non perdendo però di vista il mondo dei grandi, non lasciando in secondo piano le preoccupazioni adulte e rispettando il tessuto della famiglia, che ha bisogno di far emergere tracce delle trame passate, di liberare le emozioni troppo a lungo bloccate.

I bisogni educativi speciali. Diagnosi, prevenzione, intervento

Il testo propone una panoramica delle difficoltà e dei disturbi che s’incontrano con maggiore frequenza nella scuola, facendo riferimento all’ICD10 e al DSM-5, ma con uno sguardo ampio, il più possibile attento alle differenze.

Gestire la consulenza tecnica, in Clinica del divorzio e della famiglia ricostruita.

I legami familiari nella cultura occidentale hanno vissuto trasformazioni profonde. I tassi di divorzialità mostrano oggi punte di rottura assai elevate. Quali le conseguenze sui partner, sui figli, sulle famiglie di origine e allargate?

Il terapeuta sistemico-relazionale. Itinerari, mappe e nessi tra interazioni e rappresentazioni

I numerosi cambiamenti interni al modello familiare e il dialogo con altri approcci, come la teoria dell’attaccamento, la psicoanalisi relazionale e la teoria dell’intersoggettività, possono contribuire a facilitare il compito dello psicoterapeuta familiare che deve affrontare sempre più spesso molteplici contesti di intervento, da articolare in uno stesso percorso terapeutico (individuale, di coppia, familiare).

Immagini per raccontare raccontare per immagini

L’intento di questo lavoro è di offrire un semplice contributo a coloro che lavorano con la famiglia con bambini, attraverso le riflessioni di un gruppo di terapeuti che operano all’interno dell’Istituto psico medico pedagogico “Centro Method” e dell’Istituto di Terapia Familiare ad esso collegato. In queste pagine si è cercato di descrivere in forma sintetica alcune modalità di lavoro anche attraverso esempi clinici e di far conoscere gli strumenti utilizzati, quali la fiaba, le storie, il disegno, il gioco.

La Cicogna Distratta

«La verità è che nella fecondazione ognuno di noi era solo». Lo dice Emma in un incontro di terapia,
per descrivere il senso di solitudine provato, insieme al marito, durante il percorso di procreazione
medicalmente assistita. L’originalità di questo volume sta proprio nell’osservare il tema dell’infertilità
dalla prospettiva relazionale e intergenerazionale, con l’intento di aprire una riflessione su un tema
molto complesso, nel quale i fattori psicologici implicati, e soprattutto quelli legati alla dimensione di
coppia e familiare, appaiono ancora poco studiati rispetto all’importanza che hanno nel processo di
fecondazione assistita. Il testo si propone di offrire strumenti, maturati nel corso dell'esperienza clinica,
utili per i professionisti che a vario titolo lavorano con le coppie che hanno problemi di infertilità
(ginecologi, sessuologi, medici di famiglia, psicologi, psicoterapeuti, counsellor); vuole anche essere
uno strumento formativo per gli allievi dei corsi di specializzazione in Terapia familiare, che vogliano
lavorare in quest’ambito, e un aiuto per le coppie in difficoltà.

A caccia di Proteo

Una riflessione sulla mediazione familiare condotta nell’ottica sistemica trigenerazionale, con l’obiettivo di individuare alcune tipologie di separazione e di intervento che possano orientare e migliorare la prassi del professionista.
Il punto di partenza per una mediazione efficace, infatti, non è semplicemente costituito dal modello teorico al quale il mediatore fa riferimento, ma dagli specifici casi di separazione affrontati: di qui l’esigenza di ricondurli, a partire dall’esperienza concreta, entro alcune tipologie codificate.
La diversità dei tipi di separazione e di conflitto obbliga perciò a impostare la mediazione in maniera diversificata dando spazio maggiormente, di volta in volta, all’analisi della domanda o alla negoziazione, agli incontri con i figli o agli incontri individuali con ciascun genitore o ancora a organizzare incontri in presenza dei legali dei membri della coppia. Cambieranno allora non solo la scaletta del mediatore, ma anche l’approccio alla relazione, i temi o i nuclei affettivi, le tecniche. Ed è di fronte alla necessità crescente di poter attuare questi cambiamenti che nasce l’esigenza di riflettere anche su come impostare la formazione del mediatore.
A caccia di Proteo si presenta come una ricerca a più mani a cui hanno partecipato in questi anni diversi Centri Co.Me.Te.: ogni capitolo è dedicato a una specifica tipologia di separazione, con esemplificazione di singoli casi, tabelle e schemi riassuntivi.

Il dolore del divorzio

ll focus del libro è sulla terapia del divorzio, cioè sul percorso terapeutico con individui e famiglie che hanno affrontato (o stanno affrontando) la separazione. Si rivolge principalmente a tecnici (psicologi, psichiatri, CTU, mediatori familiari, counselor), operatori dei servizi (assistenti sociali, educatori), studenti universitari e allievi delle Scuole di specializzazione in psicoterapia.

Cinema e terapia familiare

Del cinema si possono dire moltissime cose: è tecnica, è un’industria, un’arte o uno spettacolo, ma anche ” e forse soprattutto ” divertimento e cultura. Il cinema nel corso degli anni ha aiutato tutti ad aprire meglio gli occhi sul mondo, lo ha reso più vero del vero con il suo grande potere comunicativo e, cosa più importante, è riuscito ad emozionare. Proprio perché più vero del vero, gli autori di questo volume hanno voluto seguire nel tempo attraverso il cinema lo stato dell’arte della famiglia. Da qui lo spunto per tessere a fianco di ciascun film una descrizione di una fase del ciclo di vita della famiglia. Per ogni fase del ciclo vitale della famiglia viene proposta una breve introduzione teorica, che fa riferimento a molti film particolarmente significativi per illustrare il tema. Ogni capitolo è completato da schede di film meno noti, ma altrettanto utili, e da una filmografia consigliata per approfondire l’argomento. Un materiale dunque utilissimo nella clinica e nella formazione. Le schede proposte potranno essere infatti utilizzate dai lettori nella clinica individuale, di coppia, familiare e gruppale e per la formazione degli psicoterapeuti, dei counsellor, dei mediatori e di altri operatori del campo psicosociale e non solo. I brani consigliati potranno essere facilmente reperiti e mostrati per completare sedute e lezioni. Un’immagine vale più di mille parole…quanto varrà una sequenza filmica efficace?

La consulenza tecnica familiare nei procedimenti di separazione e divorzio

Il volume presenta la teoria ed il metodo della Consulenza Tecnica Familiare nei procedimenti di separazione e divorzio. Esso è frutto del lavoro di un gruppo formato da clinici che da anni si confrontano – nella ricerca e nella pratica psicogiuridica – con i problemi che la Consulenza Tecnica presenta, con particolare attenzione alle innovazioni che la legge ha introdotto e all’idea di una genitorialità che si identifica e si realizza nella continuità dei legami generazionali. Al fondamento vi è la convinzione che la Consulenza Tecnica, pur rispettando rigorosamente i termini procedurali e la finalità conoscitiva definiti dal Codice, debba e possa essere intesa e realizzata come un vero e proprio lavoro clinico, in grado di produrre non solo una diagnosi statica dei dati di fatto, ma di valutare le risorse e le possibilità trasformative del sistema familiare. Il testo è indirizzato non soltanto agli psicologi ed agli psichiatri che sono interessati o che si occupano di Consulenza Tecnica (d’Ufficio o di Parte), ma anche a tutti i clinici e agli operatori sociali e giuridici che incontrano genitori e famiglie che stanno affrontando con difficoltà la separazione ed il divorzio.

 

 

I colori della luce. Raccolta di immagini d’arte per uso clinico e nella relazione di aiuto

Mettere a punto la tecnica di uso delle immagini d’arte in psicoterapia ha significato vivere anche del dialogo costante con colleghi che sono entrati a far parte di questo percorso. Attualmente le immagini d’arte sono sperimentate in oltre 50 centri che afferiscono all’Associazione di Istituti di Terapia Familiare. Sono inoltre utilizzate da colleghi terapeuti che operano in tutti i paesi facenti parte dell’European Family Therapy Association e anche nell’Est Asiatico, in Australia, negli Stati Uniti e in America Latina. Dalla collaborazione clinica e formativa dell’autrice con Rodolfo De Bernart, nel 2002 ebbe luogo la sistematizzazione dell’uso spontaneo delle immagini d’arte in terapia, in un Test delle immagini d’arte nella clinica. L’intento del lavoro – forse chiamato impropriamente Test – non fu tanto quello di realizzare uno strumento clinico di natura diagnostica e predittiva, ma piuttosto quello di fornire uno strumento di natura proiettiva, di supporto al lavoro clinico e alla relazione terapeutica.
La selezione delle opere inserite nel book è avvenuta prendendo in considerazione in parte le immagini scelte più spesso dai pazienti, in parte completandole con altre immagini rispetto al sesso e alla situazione.
La presente edizione è frutto di questa complessa ricerca e costituisce lo strumento più aggiornato e il risultato più avanzato sinora raggiunto nella pratica clinica.

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